IL COMUNE DI CASTELL'UMBERTO (ME)


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Storia

IL COMUNE

Da Castania....


La fondazione di Castania è antichissima: il primo insediamento probabilmente risale alla venuta dei Greci in Sicilia ed alla successiva espansione di Zancle. Dalle fonti archivistiche, che ne attestano l'esistenza nell'827 anno in cui era denominata Quastania ed era abitata da 466 musulmani e 1199 cristiani, si sa che Castania fu ceduta dal conte Ruggero, conquistatore della Sicilia, ad Abba Baresse, venuto al seguito dalla Normandia. Nel 1302 Federico II d'Aragona la concesse a Corrado Lanza assieme ai casali di Randacoli e Santa Marina ed alla terra di Longi. Da Corrado Lanza passò al figlio Ugone, il quale la vendette ad Eustachio Gregorio Taranto di Castania nel 1322. Assieme a Castania furono venduti i casali di Randacoli, Santa Mar e Rasipullo. Essendosi la casa Taranto schierata contro il re Federico, Castania ritornò al regio demanio e fu concessa dal re Martino il giovane (1393) a Bertrando Lanza assieme alle terri di Ficarra e Longi. Ma anche Bertrando si ribellò al re e Castania ritornò al regio demanio fino al 1453, quando Giovanni Gregorio Taranto si presentò supplichevolmente al re Alfonso I d'Aragona dicendogli di essere erede di Eustachio compratore di Castania e ne chiese la restituzione ad integrum che fu concessa assieme alle saline di Nicosia. Giovanni Taranto morì senza avere figli e lasciò tutto alla sorella Margherita che si sposò con Nicolò Paternò, padrone di feudi di Acqua Santa, Cartolari e Barrilà, e da questo momento restarono legati a Castania.

A Blasco Lanza successe il figlio Cesare che, nel 1553, vendette Castania, feudi e saline al maestro razionale del regno Giovanni Sollima il quale se ne investì lo stesso anno e ne divenne padrone.
A Nicolò Paternò successe il nipote Antonio Benedetto Paternò che nel 1473 s'investì di Castania e feudi. A costui, morto senza figli, successe la sorella Grazia che si sposò con Antonio Tornabene, portando in dote Castania, i suoi feudi e le saline di Nicosia. A questi, nel 1516, successe il figlio Nicolò che non ebbe figli e fece sposare la sorella Laura Tornabene con Blasco Lanza nel 1507. Da questo matrimonio Blasco ottenne subito la proprietà di Castania e feudi e nel 1518 anche il titolo di barone.
Giovanni Sollima sposò Beatrice Marullo, da cui ebbe due figli: Pietro Antonio e Cesare.

Vecchio Centro
Ruderi del Castello di Sollima

Pietro Antonio sposò Giovanna Marullo, morì a 23 anni e fu seppellito nell'oratorio del Rosario di Castania. Nominò erede il nipote Giovanni e dispose che l'eredità andasse ai figli maschi ed, in mancanza di questi, alle femmine con l'onore del nome, cognome e stemma gentilizio.
Giovanni Sollima morì decapitato nel 1586 in seguito alle lotte tra nobili e ceto popolare che da Messina si era propagato in tutta la provincia. La moglie cedette il feudo di Barrilà a Francesco Lo Giudice, vincitore di una lite per debiti del marito.
Da questo momento inizia il declino dei Sollima, baroni di Castania, a causa delle spese sostenute per il loro mantenimento e delle elargizioni che alcuni di essi fecero in favore dei poveri, finchè un tale Ventimiglia vendette quello che rimaneva della baronia.

Nel 1817 Castania si emancipa da ogni soggezione feudale e diviene libero comune...

... a Castell'Umberto


La denominazione di Castell'Umberto, così chiamato in onore dell'allora principe Umberto, nasce nel 1865, quando con decreto regio, fu disposto il trasferimento di Castania in un luogo più sicuro e solido e precisamente nelle contrade S. Filippo e Baracche. Infatti, nonostante la rovinosa frana del 1864 che distrusse gran parte dell'antico borgo, la zona in cui era collocata Castania era soggetta a continui smottamenti di forte intensità che non davano segni di arresto.

Chiesa Madre Maria SS. Assunta
Palazzo Comunale

Cominciò così la costruzione del novello paese.

Le prime spese vennero impegnate per la costruzione della Casa comunale, di un'artistica fontana e di un gruppo di dieci case per poveri. I fondi assegnati dallo Stato e dalla Provincia, però, non furono sufficienti per attuare l'intero trasferimento della popolazione castanese, tanto che nel 1908 l 'allora sindaco Di Vincenzo fece adottare una nuova delibera comunale con cui chiedeva il necessario sostegno e impegno per provvedere al trasferimento degli abitanti da Castania, che vivevano in continuo stato di pericolo, a Castell'Umberto.
Il trasferimento ufficiale fu attuato nel 1931, a seguito di una ennesima alluvione e dalle innumerevoli frane che avevano rese inabitabili la maggior parte delle case del paese



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